CHIESETTA
DI SAN JACOPO A GRISSIANO - SOPRA NALLES/NALS
Nel 1927 furono scoperti gli affreschi di questa chiesa.
La loro realizzazione viene fatta risalire al 1150
e quindi nell'ambito
della piena fioritura dello stile romanico altoatesino. Le
pitture, che stilisticamente paiono richiamare quelle
della cappella del
Castello di Appiano/Eppan, occupano il catino absidale ove è presente
la figura del "Cristo in Gloria", chiuso entro la "mandorla",
come negli antichi musaici bizantini. Accanto ritroviamo i simboli
degli Evangelisti, la "Madonna e S.Giovanni Battista".
L'arco trionfale riporta le figure di "Abramo e Isacco nell'atto
di sacrificare un agnello", inserite in elementi paesaggistici
articolati con piacevole perizia.
Malgrado la loro incontestabile armonia e la sapiente elaborazione
di invenzioni formali e ricchi panneggi, queste composizioni
sono povere di tridimensionalità e restano, piuttosto,
dei semplici disegni colorati.
Come ad Appiano/Eppan, anche qui è presente la tradizione
bizantina. Circostanza questa che fa pensare a pittori giunti
dal Sud o da Venezia, divulgatori di una cultura che si innesta,
non
senza sforzi, nell'ambito della tradizione locale.
Al di sotto del catino absidale una vasta epigrafe rammenta
ai fedeli che la consacrazione del tempio avvenne nell'anno
1142 ad
opera di un certo Artemanno.
Nelle scene dell'arco trionfale, come per esempio nel "Sacrificio
di "Isacco", si ravvisano nuovi sentimenti verso la realtà oggettiva.
Molto probabilmente stiamo assistendo ad una nuova interpretazione
del mondo circostante, ad una sua più interessata conoscenza
e alla scoperta della grandezza e della bellezza delle umane realtà.
Nella scena del "Sacrificio", per esempio, l'inerpicarsi
del mulo sopra l'archivolto absidale, rivela la ferma ostinazione
del voler salire malgrado le difficoltà del ripido sentiero.
Lo sfondo è insolito e mostra il tentativo di rappresentare
in modo realistico il paesaggio montano altoatesino. Una tale sensibilità non
trova riscontri nella tradizione locale, bensì in quella
germanica fiorita durante la dinastia sassone dei tre Ottoni
(secc. X-X1). i monti coperti di neve, con alla base splendidi
fiori bianchi
appena sbocciati, fanno parte di una lirica inconsueta.
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