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Per salvaguardare gli interessi dei costruttori di lingua tedesca, nel 1488 erano state emanate delle norme restrittive nei confronti delle maestranze straniere. Malgrado ciò imprenditori lombardi, già presenti in modo massiccio nei secoli precedenti, iniziano quasi in sordina il loro ritorno in Alto Adige. La cosa era facilitata dal fatto che i lavoratori di origine lombarda potevano far leva su particolari e irresistibili forme di penetrazione: bassi costi, notevoli capacità tecniche, ampia conoscenza delle nuove leggi estetiche.

Nicolò Rasmo gioiva nel sottolineare l'abilità di queste maestranze nell'applicare sia la tecnica costruttiva della volta "alla romana", con la quale si potevano sostituire, con poca spesa, 'li soffitti a travatura sempre pericolosi in caso d'incendio, sia perchè introducono dei motivi decorativi, particolarmente finestre bifore, loggiati a colonne, balconi aperti in stile rinascimentale, che danno alle residenze signorili un tono di particolare distinzione e modernità".

I nuovi dettami estetici fanno riferimento a quel complesso movimento culturale che nasce e si sviluppa in Italia durante i secoli XV e XVI e che è noto col termine di Rinascimento. La sua grandiosa portata sarà tale da coinvolgere l'intera Europa aprendo la strada a risultati di altissimo livello che saranno raggiunti da tutte le arti.

Firenze, per via delle sue particolari condizioni socio-culturali, si trova ad essere la culla di questo rinnovamento, con i suoi geniali architetti, scultori e pittori. Tradizionalmente, quale iniziatore del movimento, si cita il nome di ser Filippo Brunelleschi che rielabora e fa rivivere le linee e la grandiosità dell' architettura classica. La sua teoria, poi, della prospettiva, porterà alla realizzazione di un nuovo modo di dominare lo spazio nel quale l'uomo, secondo i dettami dell'Umanesimo, diventa centro del sistema.

Fra le famiglie lombarde che, malgrado i divieti, intorno alla fine del '400 e i primi del '500 s'introducono stabilmente in Alto Adige, assumendo lavori via via sempre più impegnativi, troviamo quella dei DELAI di Scaria d'Intelvi, CRISTOFORO e SALOMONE da Lurago, i CARLONI. A questi nomi si aggiunge quello di mastro LUCIO da Trento, al quale, come abbiamo già visto, Gaspare Künigl affida l'ammodernamento del suo castello di Ehrenburg. La fama di Lucio si consolida con la costruzione del castello di Innsbruck (1536-38) e del trentino palazzo Salvadori in forme chiaramente rinascimentali.

A San Paolo d'Appiano/Eppan finalmente riprendono i lavori della parrocchiale. Ma questa volta sono i costruttori lombardi che completano l'edificio gotico la cui cantoria sarà definita soltanto nel 1609 da mastro PIETRO DE BOSIO.

A Caldaro/Kaltern lavora SILVESTRO DEL GALLO al quale si deve: castel Campan, con cortile e loggiati; residenza Mühlburg (1580); Gasthof Weisses RössI (1586); casa Ruedl (1587). Altre opere dovute a maestranze lombarde sono:

Nalles/Nals, residenza Schwanburg (ca. 1560)
Merano, Castell Fragsburg (1543-51)
- Naturno/Naturns, Castel Dornsberg (ca. 1560) - Castelbello/Kastelbell (1560-1600)
- Silandro/SchIanders, Residenza Schlandrsburg - Castello di Goldrano
- Glorenza/Glurns, ricostruzione di torre e porte civiche (MARCO DELLA BOLLA e SEBASTIANO GEMET fra il 1553 e il 1560)
- chiesa di Montechiaro/Lichtenberg (MASTRO CLEMENTE intorno al 1580)
- Velturno/Feldthurns, Residenza estiva dei vescovi (architetto MATTIA PARLATI fra il 1578-1587).

A Bressanone sarà attivo il lombardo ALBERTO LUCCHESE, già alla corte di Innsbruck. A lui si deve il progetto della nuova residenza vescovile (1595), che sarà portata a termine dopo il 1606 da BARTOLOMEO LUCCHESE.

A Glorenza/Glurns, infine, gli architetti WOLF VERDROSS e WOLF KOLB sono autori del progetto per il castello di Churburg.


 
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