CULTURA DI LUCO
In quella che gli archeologi definiscono "l'età del
bronzo finale", si sviluppa la cosiddetta "cultura
di Lucci".
Questo nome deriva da una località non lontana da Bressanone,
dove sono stati trovati per la prima volta i resti di un particolare
tipo di ceramica. Questa è caratterizzata dall'applicazione
di cordoncini sia sul corpo dei vasi che sulle relative anse. A
Luco, come a Collalbo/Klobenstein, sono venuti alla luce insediamenti
palafitticoli, simili a quelli testimoniati in Svizzera (Cultura
di Cortailod) e che sono peculiari in regioni del "tipo lago
e montagna".
Boccali di tipo Luco, con rostri al bordo, sono stati ritrovati
nel 1987 a Dos de la Forca (Salomo/Salum) e a Pfitscher Sattel,
presso Tirolo/Tirol. Qualche anno prima era venuta alla luce
un'area sacrificale (circa IX sec. a.C.) al Burgstall dello Sciliar,
a quota 2150. A Castel Havenstein, presso Siusi / Seis, è stata
trovata una spada in bronzo con manico ottagonale fuso separatamente
dalla lama. Dalla forma tipica dell'epoca si ritiene che sia stata
prodotta in una officina d'oltralpe intorno al 1350 a.C.
Da Terlano/Terlan proviene un'ascia pure in bronzo, ad aletta,
databile 1200 a.C. Asce di questo genere, con i due margini rialzati,
si troveranno presso diverse comunità e avranno vita talmente
lunga tanto da essere prodotte per tutta l'epoca romana.
Altri ritrovamenti sono quelli che interessano la zona di San Paolo
Appiano/St.Pauls - Giardineria Gamberoni - dove nel 1983-1984 sono
venuti alla luce i resti di un edificio distrutto dal fuoco, nel
cui ambito si trovava materiale ceramico riferibile alla cultura
di Luco.
|