Testatina
Pane croccante - Schüttelbrot Näckler classico
€ 3,54

Lo Schüttelbrot, il rinomato pane di segale duro, con tutta probabilità era in origine una schiacciata di grano frantuma...

ARCHITETTURA


A Bolzano, all'inizio del secolo, l'architetto civico WILIHELM KÜRSCHNER, proveniente da Dresda, aggiorna il repertorio stilistico locale, adottando motivi ornamentali desunti da un personale compromesso fra Barocco e Jugendstil. Però, nella costruzione del Museo Civico (1902-1904), forse per non deludere il pittore Alois Delug (grande amico del Borgomastro), che aveva fatto dei disegni in proposito, venne adottata un'altra soluzione. Ne scaturii un edificio in stile eclettico (fra gotico e rinascimento d'Oltradige) dalla discutibile armonia. Anche il nuovo municipio (1904-1907), progettato da KARL HOCHEDER (1854-1917), sfuggì ai canoni del Kürschner che si dovette accontentare di curare i caratteri distributivi dell'edificio. Comunque il civico architetto potè rifarsi più tardi con la realizzazione dell'edificio della Cassa di Risparmio (modificato nel 1937); della scuola media "J.von Aufschnaiter" di via Leonardo da Vinci, con finestre tradizionalmente timpanate, fastigi neorococò sulle due strade ed Erker d'angolo ampiamente sfinestrato; le scuole elementari femminili ai Francescani (1908). Dopo quest'ultimo lavoro, viene nominato architetto civico GUSTAV NOLTE di Hannover. Sue sono le scuole di via Weggenstein (1909) e di via Cassa di Risparmio, caratterizzata quest'ultima da numerosi episodi formali. Presenta infatti un portico a tre arcate, con motivi plastici ad alto e basso rilievo. Le finestre sul lato destro sono a sporto, con pregevoli mensole a rilievo che poi si dispongono a guisa di capitelli su lesene e colonne. Al 1912-13 risalgono invece le scuole di Oltrisarco, che ripropongono lo stile rinascimentale d'Oltradige.

A MARIUS AMONN, architetto di Bolzano (1879-1944) si devono numerosi lavori, come il sottopassaggio arcuato fra via Piave e piazza Municipio (1913); le case Gelf sul Lungotalvera, con lesene, timpani, archi ribassati, portale con rosta in ferro battuto e soprastante "chapeau en gendarme" (1926); la ristrutturazione del Museo Civico che viene privato della "troppo tedesca" torre con merli a scala, la cui presenza occludeva, poco opportunamente, la vista del magnifico Rosengarten; villa Staffier sul Renon, casa Leszl sul Guncina, ed altre opere.

Ancora a Bolzano viene realizzato il tanto atteso Teatro Civico (1913-18), su progetto dell'architetto MAX LITTMANN di Monaco. E sempre di Monaco sono i fratelli LUDWIG, autori dell'Hotel Laurin (1909-10), dell'Hotel Città (1912-13), della Cassa di Risparmio di piazza Walther, dalle architetture degenerate da eccessi decorativi tipici del primo Novecento.

Merano fra la fine dell'800 e gli inizi del '900 assurge a centro turistico di livello internazionale, con interessanti spazi verdi, alberghi, passeggiate. Nel 1899 la città del Passirio avrà pure il suo teatro dalle forme eclettiche, fra "Jugendstil" e neoclassicismo, come da progetto di MARTIN DÜLFER, che aveva studiato a Monaco. Poco prima della "grande guerra" qui opera anche l'architetto FRIEDRICH 0HMANN. Sarà lui, nel 1914, a completare il grande Kursaal, con motivi di uno "Jugendstil" mitigato e piacevole. Nello stesso stile viene costruita pure la stazione ferroviaria, che l'ing. ministeriale CHABERT progetta con taglio fresco e moderno.

Nel dopoguerra l'architetto ALBERTO CALZA BINI realizza le case INCIS di via Carducci a Bolzano, ancora in uno stanco stile neobarocco (1927), mentre l'anno successivo MARCELLO PIACENTINI (Roma 1881-1960), architetto del Regime, erige il "Monumento alla Vittoria". L'area scelta è quella di un costruendo complesso celebrativo che avrebbe visto la luce in caso di vittoria austro-ungarica. La realizzazione piacentiniana è senza dubbio imponente e sottolinea abbastanza bene il gusto del tempo, con motivi trionfalistici sottolineati da rivestimenti marmorei non privi di suggestione. Sarebbe un tragico errore decidere la sua trasformazione o, peggio, il suo abbattimento. La cosa priverebbe le generazioni future di una testimonianza riguardante un ventennio da molti avversato, ma che comunque è esistito e va ricordato, sia pure con sereno distacco.

Marcello Piacentini, dopo un inizio ispirato alla Secessione viennese (Teatro Savoia a Firenze, 1922; Teatro Quirinetta a Roma, 1925), diventa il massimo esponente del trionfalismo monumentale del Fascismo. Sue sono le maggiori opere dell'epoca, come la Città degli Studi di Roma (1935) o il complesso per l'esposizione 'E42", caratterizzati da un classicismo di maniera, pomposo e apologetico.

Ancora a Bolzano, fra il 1936 e il 1937, vengono tracciati nuovi assi viari, con edifici decorosi serviti da ampi porticati che contornano piazze dal respiro "metafisico". Fra gli edifici più significativi ricordiamo il Palazzo Alti Comandi, con paramenti in cotto e travertino, che rievoca quanto basta lo splendido Palazzo Ducale di Urbino; il demolito Palazzo del Turismo (ex cinema Corso) arredato con bei rivestimenti e statue marmoree; l'edificio degli Uffici Finanziari (ex Casa del Fascio), progettato da PAOLO ROSSI DE PAOLI, con la collaborazione del bolzanino LUIS PLATTNER (1901-1976). Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un "monumento ai caduti" e di una "Torre Littoria alta trentasei metri, sormontata da un faro" che avrebbe inviato sulla città un vivace fascio di luce. 57) Questi lavori vennero interrotti allo scoppio della guerra (1940-1945). Considerevole è il cortile interno dell'edificio, ben articolato nei volumi e nelle proporzioni, con vaste zone porticate. La semplicità compositiva si contrappone, con notevole garbo, alla ridondanza retorica della facciata, che con il suo ampio fregio scolpito da HANS PIFFRADER, guarda su piazza del Tribunale. Altri edifici: la Casa della Madre e del Fanciullo, il complesso dell'ex G.I.L. con sale di studio, palestre, auditorium. Insieme allo "stadio" ed al "Iido" costituiva un continuum per le attività di regime e per gli sports. Autori dell'edificio G.I.L. furono gli architetti MANSUTTI e MIOZZO, progettisti di una notevole quantità di opere, fra cui: Casa del Balilla a Bressanone (1934); Case del Balilla a Bolzano, Merano, Vipiteno/Sterzing (1935); Casa del Balilla a Brunico 1936); Collegio Convitto a Bolzano (1942-43). L'architetto FERDINANDO FORLATI, poi, nella stessa città, realizza il Palazzo Ducale con parco circostante.

Molte traversie hanno intralciato la realizzazione del nuovo palazzo di giustizia di Bolzano. 1 lavori, iniziati nel 1939 su progetto di PAOLO ROSSI DE PAOLI si sono dovuti interrompere a causa della guerra. Dopo varie vicende la costruzione potè essere completata nel settembre 1956. Preceduto da un'ampia gradinata, l'edificio presenta Il imponente teoria di pilastri del "pronao", che dà accesso ad un considerevole vestibolo ed a varie ampie sale giudiziarie. Il complesso occupa 3480 mq. La costruzione è stata completata con vetrate istoriate da motivi allegorici (ELENA SCHIAVI GAZZOLA di Roma); tre bassorilievi con le figure della "Giustizia" affiancata dalla "Legge" e dalla "Forza"; la condanna di Caino; la cacciata di Adamo ed Eva (VITTORIO DI COLBERTALDO di Roma). Un altorilievo, che rappresenta la "Giustizia" fra i "poteri legislativo ed esecutivo" è invece opera del roveretano ALCIDE TICO'. Segue una serie di dipinti che decorano alcune aule giudiziarie, realizzate da ELENA SCHIAVI GAZZOLA, autrice delle vetrate, da BRUNO COLORIO di Trento ("L'imperatore Traiano con la vedovella"), da OLGA BISIANI FEDELI nativa di Pola ("Giustiniano libera uno schiavo").

Nel dopoguerra a Bolzano operano molti architetti, come GUIDO PELLIZZARI, che progetta, fra gli altri, il condominio "Kristall 5" di piazza Mazzini, con portico e prospetti in travertino, ritmati da lesene e ampie finestre "Sculponia", la chiesa di Cristo Re, iniziata nel 1939 e completata del campanile nel 1958-1 LUIS PLATTNER, che abbiamo già incontrato, autore della sede della Cassa di Risparmio di piazza Walther e, insieme al Pellizzari, del palazzo della regione (1955); ARMANDO RONCA, di Verona (1901 - 1970) autore di vari edifici, come quello del "Rainerum", dell'albergo Alpi di via Alto Adige (1955), della chiesa di via Resia (1969), degli uffici della Provincia di via C.Battisti (1970), oltre che di numerose sale cinematografiche (Augusteo in via Dante, Capitol in via Dr.Streiter (1955).

Più tardi sarà la volta di MARCELLO AQUILINA; OTHMAR BARTH; GIGI DALLA BONA; VILLY GUTWENIGER; ANTONELLO MARASTONI; ROLAND VENERI; OSWALD ZOEGGELER.

Home
Italiano
Deutsch
Scrivici
Impressum
Privacy
Casanova

Parka Wudele (uomo)

€ 669,00
€ 535,00

Coperta Cecchi e Cecchi Jacq

€ 112,70
€ 95,50

Montgomery Wudele (uomo)

€ 526,00
€ 447,00