Testatina

I castelli dell'Alto Adige: Valle Isarco

Castel Forte
Domina l'abitato di Ponte Gardena e la valle Isarco. Contemporaneamente controlla anche l'accesso alla val Gardena. Il nucleo originario del castello fu costruito intorno a 1200 da famigliari dei signori di Castelrotto, da qui la denominazione «Von Trostburg». Dopo quasi due secoli, nel 1370 il castello passò per matrimonio a Friedrich von Wolkenstein, padre del famoso poeta Oswald. Verso la fine del '500 iniziano dei lavori di trasformazione, ad opera del conte Engelhard Dietrich von Wolkenstien, da rude maniero a prestigiosa dimora di ispirazione rinascimentale e barocca. Tale trasformazione finì nel 1640 con la fortificazione della cinta muraria. Consigliata la visita per ammirare il salone d'onore (tra i più suntuosi saloni tardo-rinascimentali dei castelli altoatesini), la cappella e la singolare camera da letto dei conti ove, grazie a delle piccole finestre, era possibile assistere alla messa.

Tel. +39 0471 654401
Visite guidate: da Pasqua a fine ottobre
Orario: 11.00, 14.00, 15.00 (luglio/agosto anche alle 10.00 e alle 16.00)
Giorno di chiusura: lunedì
Ingresso a pagamento

Castel Reifenstein (Castel Tasso)
Andando verso Sud all'uscita dalla piana di Vipiteno si distinguono in lontananza due castelli imponenti, uno a destra e uno a sinistra dell'Isarco. Si tratta di Castel Sprechenstein (Castel Pietra) e Castel Reifenstein (Castel Tasso). Un tempo tra i due castelli si trovava il "Sterzinger Moos", l'acquitrino di Vipiteno, sul conto del quale ci si raccontano le famose ma assai impietose e beffarde leggende secondo cui nello Sterzinger Moos sarebbero state confinate le donne rimaste zitelle per non essere riuscite a trovarsi un marito. La costruzione di Castel Reifenstein ebbe inizio nel 1170. La torre rotonda costituisce il nucleo del castello e la sua prima citazione in documenti ufficiali risale al 1240. Oggi Reifenstein é di proprietà dei Conti Thurn und Taxis. Si tratta nel suo caso di un castello ricco di beni d'arte che al contrario di Castel Sprechenstein può essere visitato. Sono infatti da ammirare le feritoie, il muro di cinta, il ponte levatoio, i portali e gli stemmi, la pregevole sala "Verde" con pitture ornamentali ed una splendida grata in legno, le armature e la camera della tortura. Nessun altro castello in Alto Adige fa tornare vivi alla mente i ricordi del età dei cavallieri e della cultura castellana.

Tel. +39 0472 765879
Visite tutti i giorni (sabato giorno di riposo) dal 5 aprile fino al 4 novembre. Il castello può soltanto essere visitato tramite un giro guidato.
Visite guidate: alle ore 10.30, 14.00 e 15.00 (in più 16:00 dal 15 luglio al 15 settembre).
Prezzi d’ingresso: adulti € 7,00, bambini 6-13 anni € 4,00, prezzo gruppi da 15 persone € 6,50.

Castel Rodengo
Costituito da un insieme di edifici siti sulla stretta dorsale di uno sperone roccioso, il castello è visitabile, durante la buona stagione ad orario fisso con guida. Visitabili sono i cortili, la cappella e il locale con gli affreschi della saga di Ivano. Gli altri ambienti non sono visitabili in quanto abitati stagionalmente dai proprietari, discendenti dai conti Wolkenstein. La data della sua costruzione è indicata intorno al 1142 ad opera di Federico I di Rodank. Nel 1269 Federico IV di Rodank, privo di eredi diretti, cedette il castello e tutti i suoi possessi ai conti di Tirolo e Gorizia, fra questi il paese di Rio e la Chiusa. Nel corso dei secoli subì assedi, passi di mano, incendi e saccheggi ed infine sull’orlo della rovina lo acquistò nel 1897 il conte Arthur von Wolkenstein-Rodenegg che lo restaurò e lo arredò ex novo.

Tel. +39 0472 454056
Apertura: 01 maggio - 15 ottobre ore 11.00 e 15.00 e anche alle ore 16.00
Giorno di riposo: sabato

Castel Velturno
Questo castello è in realtà una signorile residenza estiva dei vescovi di Bressanone. Costruita negli anni 1578-87 dai vescovi Madruzzo e Pietro di Sporo (Spaur) utilizzando il pietrame di un precedente castello dei signori di Velturno già estinti nel 1329. La sua costruzione è semplice e senza opere difensive ad eccezione di un muro di cinta merlato che unisce il palazzotto alla “casa degli scrivani”, racchiudendo uno spazioso cortile. Passo di proprietà dalla chiesa allo stato austriaco e da privati al principe Johann di Lichtenstein che nel 1903 ne fece dono alla città di Bolzano. Negli anni settanta fu acquistato dalla Provincia autonoma di Bolzano che lo restaurò e aprì al pubblico. Merita una visita per ammirare la stanza principesca con il suo rivestimento ligneo riccamente ornato con modanature e intarsi. Stupende per la loro fattezza sono le cornici architettoniche delle porte, a colonnine e timpano. Anche il soffitto a cassettoni presenta finissimi intarsi e dorature. A completamento dell’ambiente si erge magnifica la stufa in maiolica opera del bolzanino Paul Piedersdorfer con figurazioni bibliche e stemma degli Spaur. Gli altri ambienti presentano affreschi di Pietro Bagnadore e altri artisti bresciani e intarsi di ebanisti locali.

Tel./Fax +39 0472 855525
Visite guidate: dal 1 marzo al 30 novembre
Orario: inizio delle visite alle ore 10, 11, 14.30 e 15.00
giorno di riposo: lunedì


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