Il giubbino del Salvano
Bisogna sapere che i Salvani sono spiriti dei boschi molto schivi
e quando intervengono in aiuto dell’uomo, non vogliono
svelare, in ogni caso, la loro presenza.
A riguardo, un’antica leggenda narra che dei pastori avevano l’abitudine
di portare a pascolare le loro pecore sui prati sottostanti il Sasso della Croce.
Dopo un po’ di tempo, però, iniziò a verificarsi un fatto
molto strano. Nonostante l’erba fosse fresca e prelibata, le pecore brucavano
un po’ qua, un po’ là e poi se ne tornavano belle e sazie
all’ovile. Pensa e ripensa, ma niente; questi poveri uomini non riuscivano
proprio a spiegarsi il mistero. Eppure, a guardarle bene, le bestie erano belle
pasciute e in ottima salute.
Così, alla fine, i pastori decisero di trascorrere la notte nascosti nella
stalla per vedere se riuscivano a scoprire qualcosa di nuovo. Ed ecco che, a
notte fonda, arrivò un piccolo gnomo che radunò le pecore e le
condusse fuori a pascolare per poi riportarle all’alba.
I pastori, commossi dalle premure del Salvano, pensarono di ricambiare la cortesia.
Scesero così a valle e fecero confezionare un bel giubbino rosso. Poi,
giunta la sera, lo misero in bella vista davanti alla porta della stalla.
Il mattino seguente il giubbino rosso era sparito, ma il Salvano smise di frequentare
quel luogo.
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