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Energia idroelettrica
L’energia idroelettrica può essere considerata una forma
derivata dell’energia solare, in quanto strettamente legata al
regime delle precipitazioni, all’ablazione dei ghiacciai ed in
generale al ciclo dell’acqua. Da un punto di vista fisico, questa
tecnologia sfrutta l’energia potenziale dell’acqua che convertita
in energia cinetica può essere sfruttata per alimentare turbine
dotate di generatore elettrico. Nelle regioni montane viene sfruttato
il dislivello tra il bacino di raccolta, posto in alto ed il posizionamento
della turbina a quota inferiore. Per sfruttare la pressione idrostatica,
la conduttura che conduce l’acqua dal bacino di raccolta alla turbina è solitamente
di tipo chiuso (tubatura) o ricavato in una galleria sotterranea. L’energia
idroelettrica è senza dubbio una delle forma di energia più pulite
che esistano e con i più alti gradi di rendimento riscontrabili
nella produzione energetica.
Dal momento che attualmente non esiste nessun’altra forma efficace di immagazzinamento efficace di grandi quantità di energia, la tecnologia idroelettrica viene spesso utilizzata in combinazione con altre tecniche di produzione energetica. È frequente la combinazione di produzione eolica con quella idroelettrica. In questo caso la corrente elettrica prodotta dai generatori eolici viene utilizzata per pompare l’acqua presente in bacini a bassa quota verso bacini a quota superiore. Dai bacini superiori è possibile riportare l’acqua a quota bassa, passando attraverso una turbina e quindi producendo energia elettrica anche in assenza di vento. Va comunque considerato che anche l’energia idroelettrica non è incolume dalle bizze della meteorologia: prolungati periodi di siccità, il progressivo ritiro o la scomparsa dei ghiacciai possono fortemente compromettere la resa di questa preziosa fonte energetica rinnovabile. Oltre a quella più tipicamente usata nelle zone montane, esistono altre forme di generazione energetica idroelettrica, come ad esempio le centrali costiere che sfruttano le escursioni di marea (redditizie solo per variazioni di marea superiori ai 3 metri). Nella maggior parte dei casi tuttavia, queste centrali non consentono di produrre energia a comando, ma solo in concomitanza con il moto spontaneo dell’acqua.
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