Siamo soliti credere che l’energia magica delle foreste dolomitiche,
unica nel suo genere tra tutte le magie delle foreste del mondo, sia
una cosa profondamente diversa dall’energia quella “vera”,
quella industriale, quella che dalla fine del 19° secolo ha fecondato
e fatto nascere la potenza dell’economia dell’occidente. È questa
la verità?
Basta prendersi una giornata di riposo da questa potenza occidentale del lavoro,
della frenesia e di una vita futurista lanciata in piena corsa verso il secolo
già prossimo e venturo, per scoprire che questo baratro, che riteniamo
incolmabile, tra scienza e spirituale superstizione, di fatto non esiste. Si
dissolve nelle brume mattutine che non lasciano scorgere la forcella aerea alla
quale puntiamo. Anche il più scettico dissacratore delle credenze popolari
che in queste foreste giurano e spergiurano l’esistenza continua dei geni
degli alberi, vedrà vacillare le sue dicotomiche convinzioni, quando uscendo
dal fitto del bosco si troverà davanti proprio lei: la centrale idroelettrica!
Che già la parola fa pensare a possenti turbine e alla severa architettura
che dominava due eventi così carichi di presagi come le due grandi guerre.
E invece, quasi fosse abitata da anziane donne di montagna che lavorano all’uncinetto
in attesa che passi il temporale, eccola lì la famigerata produttrice
di scintille e cavalli d’acciaio e improvvisamente, la magia si fonde alla
scienza e le vecchiette, con un ghigno sarcastico ma bonario, inforcano le loro
scope per andare a danzare sulle aspre cime di Vallandro.
Carta
Kompass 57
Due proposte per scoprire l’energia
sacra e quella profana
1) Itinerario facile(variante rossa)
Partenza dal campeggio Lago di Dobbiaco (1250m) Sfruttando il percorso
naturalistico del lago di Dobbiaco (sent. 1) si risale la Val di Ladro
lungo il suo margine orografico sinistro (passando a ovest del lago).
Il percorso didattico offre uno spunto ideale per camminare a metà strada
tra la scienza e la magia della natura dolomitica. Dopo ca. 2km di
comoda strada forestale si raggiunge il bivio con il sent. 14 e poco
dopo una prima centrale elettrica (1265m). Proseguendo lungo il sent.
1 si raggiunge il cimitero di guerra (1^guerra mondiale) e 200 metri
dopo la centrale idroelettrica delle fate, tuttora funzionante, denominata “Schmelze” situata
in corrispondenza della confluenza del torrente Flodige con la Rienza.
La centrale è visitabile previo contatto telefonico. A piacimento
si potrà tornare lungo lo stesso percorso oppure farsi venire
a prendere direttamente alla centrale. Dislivello: 100m
(considerando piccoli saliscendi) Lunghezza/tempo: andata
3,5 Km/1 ora
2) Itinerario impegnativo(variante blu)
Partenza dalla centrale elettrica 1 km a sud del lago di Dobbiaco (quota
1265m), facilmente localizzabile dal grande vallone dei Baranci sul
versante opposto. Seguendo il segnavia 14 si sale inizialmente lungo
strada forestale fino a malga Sarl (1720m) e poi, rimanendo sul sent.
14, fino alla fine della strada sterrata (ca. 1850m). Attraverso prati
ora più ripidi si raggiunge l’incrocio con l’alta
via delle Dolomiti no.3 (sent.33) e si segue quest’ultimo verso
sud fino alla Forcella di Flodige. Il nuovo bivio posto proprio in
corrispondenza della forcella viene imboccato a sinistra (sent. 33)
per scendere nella bellissima valle del rio Flodige, proprio sotto
il versante nord del Picco di Vallando. Lasciata la malga Flodige alta
sui prati a sinistra (senza raggiungerla) si scende su terreno sempre
più ripido fino a raggiungere il bacino di alimentazione sotterraneo
(1703m) della centrale idroelettrica “Schmelze” (1308m).
Occorre prestare attenzione al terreno ripido e poco frequentato che
costeggiando le condotte della centrale scende fino al fondo della
Val di Landro. La centrale è proprio ciò che non ci si
aspetta di trovare: una casa in stile inizio secolo immersa nei boschi
delle Dolomiti di Sesto. In 2 km di comodo sentiero parallelo alla
S.S. delle Dolomiti 51 si ritorna al punto di partenza. Dislivello: 900m (in parte ripidi e su terreno non sempre agevole) Lunghezza/tempo: 5-6 ore