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La centrale da provare – Centrale di Sacco – Fortezza
Il pertugio tra la vita e la morte. Esiste una strana analogia tra l’immagine della stretta o del valico, intesi come passaggio obbligato attraverso le montagne o attraverso un fiume, e quella della condotta forzata di acque destinate a produrre energia o a muovere qualcosa. Nel primo caso il pensiero corre al pericolo, alla possibilità della morte, agli agguati ed al punto più impervio di un viaggio che, specie nei secoli scorsi, non veniva mai affrontato a cuor leggero, né dai mercanti, ne dagli eserciti, né da chi, per miseria o persecuzione doveva emigrare. Nel secondo caso, invece, si pensa alla capacità, di volgere a proprio vantaggio le pericolose potenze della natura. L’energia è simbolo di nascita e di vita: che si tratti dello sbocciare dei fiori, o della nascita di un bambino, o del sorgere di un’industria, tutto ciò non può essere senza l’energia, quell’invisibile spirito che muove e crea le cose. Ora vuole il caso che una delle centrali più suggestive dell’Alto Adige sorga proprio in corrispondenza di un triplo pertugio: per primo l’angusta vallata di Bergl, dalle cui buie foreste provengono le acque che per decenni hanno alimentato una trentina di case e un albergo presso la “Stretta dei Sassoni”, per secondo uno dei più importanti “corridoi faunistici” dell’intero percorso di Isarco e Adige, posto tra il “Sacco dei Sassoni” e la località di Mezzaselva (dove la statale corre in galleria, consentendo un facile attraversamento ai selvatici) ed infine l’appena citata Stretta dei Sassoni (Sacco = Sachsenklemme), ovvero la strettoia naturale della Val d’Isarco in cui nel 1809 trovarono la morte centinaia di soldati sassoni, alleati dei francesi, caduti facile preda di un agguato teso dagli indipendentisti tirolesi, in quell’unico punto in cui non esistono passaggi alternativi. Proposta per scoprire
Itinerario medio difficile
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