L'asse del bucato
Dei miei amici di Bolzano hanno nella loro collezione questa
vecchia asse del bucato che apparteneva ad una contadina della
Val d'Isarco. La loro collezione annovera per lo più quadri
con motivi di artisti di tutta la provincia ed anche splendidi
oggetti d'uso quotidiano. Una rarità, quasi un'anomalia è quest'asse
lunga circa 70 centimetri e larga 18, in legno di abete rosso,
lisa e consumata da decenni di duro lavoro. I nodi invece hanno
resistito egregiamente all'usura ed intorno ad essi si
dipanano in linee sottili le venature del legno più dolce.
Per mettere in risalto le venature del legno, si usano il coltello,
la lima o dei potenti getti di sabbia ed aria, ma lei, la contadina
della val d'Isarco ha usato l'acqua, il sapone e
la biancheria della sua famiglia. Certamente lei non era mossa
da aspirazioni artistiche con questo pezzo di legno, ma ciò che è rimasto
del suo duro lavoro manuale è un piccolo universo.
Se inclino l'asse in modo che la luce del sole la colpisca
di sbieco si evidenziano delle ombre nelle quali io vedo scene
della croceffissione: i soldati stanno giocandosi ai dadi i panni
del Signore e più in disparte, in piedi, noto le figurine
di Maria e Giovanni.
Se giro l'asse allora affiorano sistemi solari, stelle
e pianeti che si rincorrono attraendosi e respingendosi. Un caos
primigenio, la storia di una famiglia, del suo destino e di quello
dei numerosi figli che nel frattempo hanno a loro volta dei bambini…

Profonde incisioni attraversano l'asse minacciando di spaccarla
ma essa resta ancora, quasi miracolosamente, tenuta insieme daframmenti
di materia.
Un ritratto di famiglia in un'asse da bucato, incisa nel
legno da una mamma della val d'Isarco.
Nota: L'asse del bucato
era di Johanna Pupp (1916-1990), vedova Augschöll, suonatrice
di campanelle intonate in Villandro.
Testi: Hans Wielander (racconto tratto dal volume
Arunda 38 legno)
Foto: Hans Wielander, Googshoot |