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I costumi e le tradizioni: il Matrimonio Contadino

Nel comune di Castelrotto Sciliar, si rivivono le tradizioni e i retroscena delle nozze celebrate secondo l’antica usanza locale

I colpi della pistola a scoppio del cerimoniere, col suo eccentrico cappello di piume di struzzo, il dolce risuonare dei campanellini delle slitte, il rumore degli zoccoli dei cavalli. Saranno loro ad annunciare, già da lontano, l'arrivo del corteo nuziale: sposi, genitori, figliocci, testimoni, invitati (amici, conoscenti e vicini di casa degli sposi, detti marenner, cioè mangia merenda), la sarta ed il cerimoniere, in un tripudio di stoffe colorate, piume, coccarde, nastri e ricami, catene e spille.

Venti slitte trainate dai cavalli scivoleranno lentamente sui prati innevati che separano la romantica chiesetta di San Valentin dal centro paese, tutt'intorno i paesaggi innevati dell'Altipiano dello Sciliar e la magia del borgo di Castelrotto.
È qui, infatti, che solitamente la seconda domenica di gennaio, nelle prime ore del pomeriggio, si rinnova l'amatissimo appuntamento con il “matrimonio contadino”, rievocazione fedele della cerimonia che fino agli anni '70 era ancora in uso sull'Altipiano. Da quasi vent'anni anni, puntualmente ogni gennaio, Castelrotto, uno dei più caratteristici paesi dell'Alto Adige, ricorda com'era il matrimonio contadino all'inizio del secolo.

In montagna le stagioni scandiscono da sempre il ritmo della vita e un tempo, quando l'economia locale era esclusivamente legata all'agricoltura e alla pastorizia, un matrimonio poteva avere luogo solo d'inverno. D'estate, infatti, le dure incombenze, il lavoro nei campi e gli alpeggi, non consentivano di sprecare giorni preziosi. A Castelrotto, le cerimonie si svolgevano esclusivamente su slitte trainate da cavalli, ed erano una festa per tutto il paese.

La rievocazione è un viaggio nel passato attraverso usanze e tradizioni della festa, attraverso il ricordo di una cerimonia in cui ciascun invitato aveva un suo ruolo, indicato anche dall’abito. Raffinati e custoditi con cura da diverse generazioni, in questa occasione si indossano così i tracht, gli abiti tradizionali delle grandi cerimonie, dei quali a Castelrotto si contano ben 17 tipi. Nulla è lasciato al caso, tutto si svolge secondo un rituale antico, anche per il banchetto nuziale, solitamente composto da più di quindici portate, coronate dal dolce tipico, l’hanswurst, al quale erano fissate delle piccole bambole. L’arrivo della torta dà il via ad una danza particolare: un uomo balla intorno alla sposa e le porge ad una ad una le bamboline, ogni tentativo fallito di acchiapparle indica un erede in arrivo per la nuova coppia.

Infine, come ogni matrimonio che si rispetti, anche quello contadino di Castelrotto propone tanta musica, affidata ai canti tradizionali ed al suono degli strumenti a fiato, una grande festa finale e, immancabile, la foto di rito, con 17 coppie di ospiti da immortalare sui gradini che portano nella cappella della torre di Castelrotto, per la gioia di fotografi grandi e piccini. Non mancano i colpi di scena, ben orchestrati, che rendono teatrale e divertente il tutto.

 



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