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Da Obereggen al Lago di Carezza

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Il percorso, che qui Vi proponiamo, è un vero e proprio tuffo nel leggendario regno delle Dolomiti. Le guglie e le pareti rocciose del Latemar e del Catinaccio, splendidi boschi ed ampi prati saranno costanti compagni affascinanti. Ai piedi dell'imponente massiccio del Latemar si potranno seguire, pedalando, le orme della ninfa e dello stregone che qui vivevano in epoche lontane.
A pochi chilometri da Bolzano, salendo attraverso l'orrido della Val d'Ega, la profonda gola-canyon scavata dal torrente, si raggiunge dapprima, in automobile, Ponte Nova. Da qui, lasciata l'automobile, si prende, in mountain-bike, la strada provinciale per Nova Ponente/Passo di Lavazè e dopo qualche chilometro, a Novale-Rauth si devia per Obereggen. Da qui, seguendo la strada forestale si attraversa la foresta demaniale del Latemar, a contatto diretto con una natura intatta. Un percorso di alcuni chilometri, non molto impegnativo, porta direttamente al leggendario Lago di Carezza, il lago dell'arcobaleno.
La leggenda racconta che qui viveva una ninfa che spesso si sedeva sulle rive del lago per cantare, ma appena qualcuno si avvicinava, si immergeva nelle acque cristalline. Non lontano nella foresta ai piedi del Latemar invece, viveva uno stregone che per caso era riuscito a scorgere la ninfa e se ne innamorò. Lo stregone tornò ogni giorno per rivedere la sua adorata, ma questa regolarmente scomparve nel lago. Sotto vesti diverse lo stregone tentò di inseguire la ninfa, senza mai riuscirvi. Così chiese aiuto alla potente strega del Catinaccio, che gli suggerì di formare un'arcobaleno dalle guglie del Latemar fino al lago. La ninfa non avendo mai visto un'arcobaleno, incuriosita, avrebbe potuto essere facilmente catturata dallo stregone travestito. Ma l'emozione dello stregone alla vista della ninfa, che osservava l'arcobaleno, era così grande che dimenticò il travestimento. La ninfa avendolo riconosciuto scomparve nuovamente nel lago. Arrabbiato lo stregone spaccò l'arcobaleno e lo buttò nel lago. Da allora i colori dell'arcobaleno si specchiano nel Lago di Carezza.
Da qui in sella alla mountain-bike, si può ancora proseguire fino a raggiungere il Passo di Costalunga e il Passo Nigra, al cospetto dell'altrettanto imponente massiccio dolomitico del Catinaccio-"Rosengarten", il mitico giardino delle rose di Re Laurino. Il ritorno può avvenire scendendo lungo la Strada delle Dolomiti dal Passo di Costalunga, attraversando il paese di Nova Levante e proseguendo fino a Ponte Nova, oppure allungare il percorso da Nova Levante per San Valentino/Gummer, attraversando ancora boschi bellissimi. Giunti a San Valentino si scende fino all'incrocio con la strada della Val d'Ega poco prima di Ponte Nova.


Testi: Franco Gionco - Alto Adige News Informavacanze

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