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Kompass 699 - Acquista
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Lunghezza percorso: 55 km
Partenza: Passo Sella (altitudine di
2.213 m s.l.m)
Arrivo: Passo Sella (altitudine di 2.213
m s.l.m)

Per tutti quei cicloamatori che hanno la fortuna di pedalare nelle Dolomiti,
il giro dei 4 passi rimane una meta imprescindibile e un’esperienza
unica, capace di annullare persino il frastuono delle moto che rombano
tra i tornanti o delle automobili del fine settimana. Non a caso la famosa
granfondo “Maratona dles Dolomites”, che si corre
a luglio, richiama ogni anno migliaia di appassionati e il numero di
richieste è tale che le iscrizioni si chiudono già a fine
ottobre.
Il programma di oggi ricalca sostanzialmente il percorso corto della maratona,
anche se in senso contrario, e va a superare il passo Pordoi, Campolongo,
Gardena e infine il rientro al Sella. La giornata si annuncia nei migliori
dei modi, con un cielo incredibilmente terso e, finalmente, l’opportunità di
pedalare leggeri, lasciando i nostri bagagli in rifugio: un impaccio
in discesa e una zavorra poco simpatica in salita; uno zainetto con i
ricambi, un paio di barrette e le giacche sarà più che
sufficiente.
Via, si parte subito in discesa verso la val di Fassa, con il sole che
riscalda le pareti del Piz Ciavazes mentre il Pordoi, di fronte a noi, è ancora
in ombra. Ci divertiamo a pennellare la sequenza di curve a gomito fortunatamente
prive di traffico, anche se la pacchia non dura che sei chilometri quando,
al bivio, svoltiamo a sinistra per il passo Pordoi e le nostre gambe
devono fare i conti con la forza di gravità.

La strada procede in mezzo al bosco, su pendenze regolari e mai eccessive, risvegliando nelle nostre menti, tornante dopo tornante, tutte quelle immagini ed emozioni provate davanti alla televisione, guardando il Giro percorrere queste stesse rampe. Nonostante le pendenze incutano meno timore che in passato, questa rimane ancora oggi una salita mitica nella storia del ciclismo, incastonata in un paesaggio spettacolare, con le sue dorate e maestose pareti che si aggettano sulla valle e una linea serpeggiante a disegnare la meta. A segnare il Gpm una statua dedicata al grande Coppi oltre, naturalmente, ai consueti alberghi, ristoranti e relativo rifugio.

Anche la discesa per Arabba si dimostra continua e mai banale, con il
succedersi dei tornanti e le pendenze che raggiungono, in alcuni tratti,
il 10%. Giusto il tempo di attraversare questo grazioso paese che incrociamo,
a sinistra, le indicazioni per il Campolongo. 4 chilometri abbastanza
sostenuti fino al passo e poi giù, a Corvara, dove ci attenderà un
gustosissimo pranzetto a base di casunziei, tipici ravioloni
ladini ripieni di rape rosse e conditi con burro fuso e semi di papavero.
Certo, non è il piatto più indicato per affrontare una
salita come il passo Gardena, ma quando abbiamo scorto i vicini di tavolo
gustarsi questa leccornia, ogni buona norma sportivo-alimentare è naufragata
miseramente…
Come temevamo, purtroppo, la nostra golosità ci ha presentato
il conto appena rimontati in sella, obbligandoci ad una andatura particolarmente
modesta. Cosa che, in ogni caso, non ci ha impedito di scambiare quattro
chiacchiere con dei cicloturisti germanici che, nel frattempo, ci avevano
raggiunto. Anche se l’uso del tandem è diventato per noi
una cosa normale, a cui non facciamo più caso, spesso ci capita
di cogliere la curiosità e la simpatia nella gente e non di raro
qualche ciclista ci affianca, soprattutto i nordici, per sommergerci
di domande e farci i complimenti. Intermezzi particolarmente graditi
che ci permettono di scambiare impressioni di viaggio con gente nuova,
ingannare la fatica e, ovviamente, discorrere di due ruote e
affini.

L’ascesa al passo Gardena e relativa discesa a Plan de Gralba è un susseguirsi di scorci dolomitici di rara bellezza, tra le solenni pareti del Sella che incombono sui tornanti e i prati verdi a cingere l’asfalto. Panorami che accesero la fantasia degli antichi cantastorie con magiche fiabe raccontate davanti al caminetto, popolate di creature fantastiche come gnomi, elfi, streghe, fate ed altre ancora. Panorami capaci di incantare ancora oggi e risvegliare la fantasia di tutti quei turisti, ciclisti ed escursionisti, che sanno percorrere queste valli con la dovuta lentezza.
Racconti e riflessioni su due ruote: Seconda giornata di riposo. Riposo assoluto. Non sono neanche uscito in bici. Ho un problema al soprassella, un guaio che una volta si accaniva sui cowboy e che oggi, siccome i cowboy sono in via di estinzione, se la prende con noi corridori... segue
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