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Lessico del Törggelen

Castagne

Sono caratterizzate da forma tonda da un lato e piatta dall'altro. La polpa è chiara e ricoperta da una pellicola rosso-bruno e da una buccia piuttosto resistente di colore marrone. La base è chiara e tondeggiante. Il riccio, contrariamente a quanto si pensa, è il frutto che contiene la castagna che è il seme.
Una volta le castagne erano chiamate "pane d’albero”, ed erano una risorsa importante per i contadini perché riuscivano, nei momenti difficili, a risolvere il problema dei pasti giornalieri, rendendoli più saporiti e sostanziosi.
Le castagne si consumavano nei modi noti anche oggi, bollite (le “pelate” o i “balletti”) oppure arrostite (le caldarroste); essiccate invece per colazione si consumavano nel latte, con le castagne macinate si faceva una farina (o polenta) che entrava sovente nel menù settimanale.



Marroni

Per taluni, anche se non tutte le opinioni sono concordi, il marrone è una varietà della Castanea Sativa, la comune castagna, mentre per alcuni studiosi, le sue differenze dipendono da selezioni operate dall'uomo.
Il marrone ha dimensioni maggiori rispetto alla castagna e forma di cuore, pellicola facile a staccarsi, che non penetra nella polpa più soda, buccia più chiara e striata. La base chiara ha forma quadrata anziché tondeggiante. La raccolta a partire da ottobre viene fatta solitamente a mano dal terreno dopo che per caduta spontanea, o tramite battitura delle fronde con lunghe pertiche di bambù, i ricci spinosi si staccano dai rami.




Il mosto

Il mosto è succo d’uva estratto dagli acini mediante pigiatura o torchiatura, non fermentato. Contiene dal 65 all’85% di acqua e dal 10 al 30% di zuccheri, dallo 0,4 al 2% di acidi, oltre a sali minerali, proteine, sostanze tanniche, pectiche, coloranti e aromatiche. Il suo colore può essere sia rosso e (più raramente) bianco a seconda delle uve utilizzate. Per fermentazione del mosto si ottiene il vino.


Schüttelbrot

Il nome "Schüttelbrot", ovvero "pane sbattuto", deriva dal particolare metodo di lavorazione utilizzato sin dai tempi antichi. Questo sottile pane appiattito, tipico dell’Alto Adige, è composto da una soffice pasta di segale lievitata. Le particolari spezie utilizzate, semi di cumino, finocchio, a seconda delle ricette che ogni panificio o famiglia ha elaborato, donano allo "Schüttelbrot" il suo sapore particolare. A tre quarti della lievitazione, i panetti vengono battuti ed appiattiti con un’assicella di legno rotonda ed infornati (da cui il nome). Dopo la cottura il pane viene messo a essiccare in particolari rastrelliere e fa da scorta per tutto l’anno. Lo "Schüttelbrot" è formato quasi esclusivamente da crosta e viene servito assieme a speck, salsicce, formaggio, vino o come semplice pane da sgranocchiare.



Speck

Lo Speck dell’ Alto Adige è un prosciutto crudo leggermente affumicato e stagionato secondo una pratica che affonda nella notte dei tempi. Il suo gusto speciale rappresenta una via di mezzo tra i prosciutti crudi fortemente affumicati, molto rustici e poco stagionati del Nord Europa e il sapore più caratteristico e deciso dei crudi dolci non affumicati dell'area mediterranea. Il metodo di produzione inizia con la preparazione a mano delle baffe di maiale che vengono salmistrate a secco con una miscela di spezie il cui segreto viene custodito gelosamente da ogni produttore. Particolare importanza hanno le fasi di affumicatura e stagionatura. L’affumicatura avviene con legna speciale e poco resinosa per non dare allo speck un sapore troppo deciso. Il fumo deve essere “freddo” e deve penetrare nelle carni lentamente. Per la stagionatura Il disciplinare dello Speck Alto Adige IGT prevede un tempo minimo di 22 settimane. Tradizionalmente lo Speck viene però stagionato da 8 fino a 18 mesi. Oggi lo Speck che si trova in commercio è certamente più magro di quello preparato in passato quando la parte grassa rappresentava almeno la metà dello spessore della baffa. Inoltre il consumatore comune tende a preferire il prodotto più fresco, perché più morbido, mentre quello più consapevole apprezza la lunga stagionatura.
Benché da tempo sia invalsa l’abitudine di affettare lo Speck con l’affettatrice (cioè come il prosciutto crudo), il metodo classico prevede il taglio di una fetta spessa due o tre centimetri che viene poi tagliata a listarelle con il coltello sul tagliere.


 
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