Il vino dell'Alto Adige
Ritrovamenti di vinaccioli e di frammenti di coppe di vino
risalenti al V secolo avanti Cristo dimostrano che per gli abitanti
di questa terra la coltura della vite e del vino era cosa nota.
Plinio ci racconta che veniva conservato in botti di legno legate
con cerchi di vimini a differenza dei Romani che allora usavano
anfore ed otri di pelle caprina.
Le prime conferme ufficiali della qualità del vino altoatesino
e del suo commercio provengono dalle lodi del senatore M.P. Catone
e dalle speciali riserve del "divino" Augusto sempre presenti
sulle sue tavole.
La diffusione del Cristianesimo e l'uso del vino per la Messa,
favorirono la sua produzione e la coltivazione della vite fu
estesa sui pendii più soleggiati e nel fondovalle.
Bonifica e coltivazione aumentano nel VIII secolo e documenti
dell'epoca citano i nomi delle più note zone vinicole
di Bolzano e Merano. Verso l'anno 1000 è attivo in Alto
Adige un servizio di esportazione del vino verso la Baviera,
più precisamente in Augusta e Frisinga.
I secoli successivi vedono 12 capitoli vescovili e più di
60 conventi della Baviera e della Svevia amministrare molte aziende
vinicole dell'Alto Adige.
Il vino altoatesino trovò lode e riconoscimento in tutti
i tempi, Romani, imperatori tedeschi e poeti come Oswald von
Wolkenstein del XV secolo decantarono la sua bontà e qualità. |