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Da Passo Resia a Merano

Cartina Kompass 699

Lunghezza percorso: 85 km
Partenza: Passo Resia (altitudine di 1.810 m s.l.m)
Arrivo: Merano (altitudine 325 m s.l.m)

Il primo colpo di pedale inizia dalla pensioncina che ci ha ospitato per la notte, presso il passo Resia, valico di confine con l’Austria. Chissà, magari sarà questo clima di vacanza che ci ha subito coinvolti o forse l’istinto di incamerare energie sufficienti per la giornata, sta di fatto che ci siamo abbandonati ad una colazione più abbondante del solito. È anche vero che tutto il ben di Dio che la gentile proprietaria ci ha fatto trovare in tavola questa mattina, come la torta di grano saraceno, le marmellate fatte in casa, il pane nero e quello alle noci, affettati, formaggi e yogurt, era una tentazione troppo forte!
Comunque eccoci qua, a pedalare nell’aria frizzante della mattina, sospinti da un leggero vento da nord, sulla ciclabile che costeggia il bordo sinistro del lago. La prima bizzarria ci sorprende appena qualche chilometro dopo, all’altezza dell’abitato di Curon, quando notiamo un campanile fuoriuscire dal lago. Nel primo dopoguerra infatti, gli abitanti di questo comune dovettero abbandonare le loro case per lasciar posto alle acque dell’invaso e il campanile ne è l’ultimo testimone.

Il borgo medievale della città di Glorenza.

Il fiacco roteare delle pale eoliche di San Valentino che si stagliano all’orizzonte è da interpretare come segno di buon auspicio per la giornata odierna, visto che la valle è tristemente famosa per le scorribande di Eolo, che sovente imperversa da nord la mattina e da sud durante le ore centrali. Speriamo bene!
Giunti a Burgusio imbocchiamo la salitella, lunga un paio di chilometri, che porta alla magnifica Abbazia di Monte Maria, meta obbligata sia per il monumento in sé, che per la vista sulla valle. Tempo di inforcare nuovamente il tandem e riprendere il ritmo, che non possiamo fare a meno di un’altra sosta, ammaliati dal borgo medievale della città di Glorenza, protetto ancora oggi dalle sue antiche mura turrite. Da vedere la chiesa di San Pancrazio e le vie del centro storico, in grado di rievocare l'antico splendore quando, fin dal 1300, era un’importante urbe lungo la via del sale.
A Glorenza lasciamo la ciclabile per puntare a Sluderno, al di là della strada nazionale, e visitare castel Coira... oggi sembra proprio impossibile riuscire a progredire verso la nostra meta! È già mattina inoltrata e abbiamo percorso solo una trentina di chilometri. Di certo però, non potevamo tralasciare questo imponente maniero, sicuramente tra i più belli dell'Alto Adige, da cui si può godere una spettacolare vista sul monte Ortles, alto ben 3905 m. Castel Coira fu costruito intorno al 1255 dai vescovi di Coira e custodisce una delle più importanti collezioni di armi e armature medioevali di tutta Europa. Tra i pezzi più particolari vi è una corazza alta ben 2,10 m e del peso di 45 kg. Altre cose degne di nota sono il loggiato riccamente affrescato, la cappella, un raro organo da camera risalente al 1559 e un camino in marmo scolpito.


1. Castel Coira - 2. Castelbello

Bene, ora che ci siamo pure rifocillati con un fugace panino, possiamo riprendere la ciclabile e proseguire il nostro viaggio per Merano. Una strana tentazione ci coglie per un attimo, nell'abitato di Prato allo Stelvio, quando incrociamo la strada che porta all'omonimo passo; ma questa è un'altra storia e oggi non è proprio il caso di inseguirla. Le ruote finalmente prendono a scorrere piacevolmente nel tepore di questa giornata soleggiata, tra i meleti e gli albicocchi che si alternano agli abitati di Lasa, famosa per le sue cave di marmo, Morter all’imbocco della val Martello, Laces, Castelbello e Stava dove, poco avanti, s’inerpica la val Senales. E a sinistra, abbarbicato sui pendii assolati, castel Juva solletica la nostra curiosità, visto che da più di vent’anni questa è la dimora del famoso alpinista Reinhold Messner, che ora ha trasformato in museo. Purtroppo il tempo stringe e l’erta che porta al maniero risulterebbe troppo impegnativa da percorrere con il nostro mezzo, a maggior ragione se zavorrato da tutti i bagagli. Così ogni discussione in merito lascia il posto, ben presto, agli ultimi chilometri da percorrere, sempre su ciclabile leggermente vallonata ed un vento moderato, diventato nel frattempo contrario, che annulla il vantaggio della discesa.
Terminata la ciclabile oltrepassiamo Lagundo, paesino alle porte di Merano, dove il caldo inizia a farci rimpiangere la frescura di passo Resia. La nostra pensione si trova nella zona di Maia Alta, vicino all’imbocco della val Passiria, che riusciamo finalmente a raggiungere districandoci tra svincoli e stradine.
Merano è una gradevole e tranquilla cittadina d’impronta asburgica, nota soprattutto come centro termale e di cura, dove si respira ancora oggi una certa aria da Belle époque. Non a caso questa località era molto amata dalla principessa Sissi che vi trascorreva lunghi periodi di riposo. Una cosa molto piacevole sono le passeggiate lungo il Passirio - fiume che taglia a metà la città - dove si può godere un meritato gelato in uno dei tanti locali. Da non perdere, oltre naturalmente alla cucina locale, le terme (aperte fino alle 10 di sera), l‘ippodromo e gli splendidi giardini di Trauttmansdorff, che intendiamo visitiare la mattina seguente, alla ripresa del nostro tour.

1. Meridiana - 2. Il marmo di Lasa

Curiosità: la “Via Claudia Augusta”  era la strada imperiale che partiva dall'antico porto di Altino, che tra il I sec. a.C. ed il I sec. d.C. era una delle città più prospere e ricche dell'alto Adriatico, in quanto punto centrale delle rotte di navigazione tra l'Istria, Aquileia e Ravenna. La strada attraversava quindi il territorio della X Regio, costeggiando il corso del Piave, percorreva la Valsugana, oltrepassava Trento, seguendo la valle dell'Adige, poi Bolzano e Merano, varcando infine le Alpi al Passo Resia.

Racconti e riflessioni su due ruote: "Le vie cantano," scriveva Chatwin, e anche lo Stelvio ha la sua voce. Ma è difficile sentirla salendo in automobile. Per catturarla, devi andar su leggero, scavarti un tuo tunnel di silenzio. È per questo, più che per il paesaggio, che devi salire in bicicletta.... segue

Città e comuni lungo il percorso: Resia - Malles - Glorenza - Sluderno - Prato allo Stelvio - Lasa - Silandro - Laces - Castelbello - Naturno - Parcines - Lagundo - Merano


Chiesetta di San Procolo, Naturno.

Da vedere: Chiesa di San Pancrazio a Glorenza - Castel Coira (Chuburg) di Sluderno - Chiesetta romanica di San Giovanni a Prato - chiese di San Giovanni Battista, San Marco, San Nicolò e San Sisinio a Lasa - Chiesa di Santo Spirito a Laces - Castello di Castelbello a Castelbello Castel Naturno - Chiesetta di San Procolo a Naturno - Chiesa gotica di Parcines - Castel Tirolo e Torre sopra Lagundo - Parrocchiale di San Ippolito ed Erardo a Lagundo - Duomo con campanile e Museo della donna "Evelyn Ortner" a Merano

Per un piacevole soggiorno in alberghi e appartamenti segnaliamo: Val Venosta - Merano e dintorni

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Punti vendita e meccanici:
- Flarer & C. - via dei Prati 8, Merano - Tel. 0473 233181
- Vent Egon - via Centrale 48, Laces - Tel. 0473 623148

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