Testatina
Giacca Janker Liebling Thomas 2 (uomo)
€ 334,90

Il Janker Thomas Ŕ da anni un classico, con un taglio e materiali tradizionali Ŕ ideale per tutti giorni. Il cappuccio r...

Dove dormire
Shopping
Appuntamenti
Gastronomia
Mostre fotografiche

ARRIVANO I ROMANI


Durante questo processo, senza tanti complimenti, Roma inizia ad infiltrarsi nelle regioni alpine. In un primo tempo si tratta d'imporre determinati rapporti economici. Successivamente subentra l'interesse nei confronti di confini più sicuri, con il conseguente controllo dei valichi a difesa delle persistenti invasioni nordiche. Trento, già nel 45 a.C. viene annessa alle province romane. Vent'anni dopo, Nerone Claudio Druso (38-9 a.C.), ventitreenne figlio adottivo dell'imperatore Augusto, riesce ad avere la meglio sulle tenaci popolazioni retiche altoatesine aprendosi di conseguenza la strada verso il Danubio.

Secondo gli storici latini, a Druso si deve, nel 14 a.C., la fondazione di "Pons Drusi", controversa località nei pressi dell'odierna Bolzano.

Testimonianze della conquista romana sono giunte fino a noi a livello toponomastico nei cosiddetti "prediali". Cosa siano è presto detto. I "prediali" sono i nomi di tutte quelle località che in latino finivano con la desinenza in "anum" ed in italiano sono diventati l'ano".

I fatti storici del tempo ci aiutano a comprendere meglio questa faccenda. L'esercito romano, comandato da Druso e da Publio Silio, attraversa la valle dell'Adige, la Val di Sole e la Val d'Ultimo. Il suo cammino semina il terrore. Gli abitanti, in particolare gli elementi giovani, vengono condotti in schiavitù. Chi non veniva ucciso, era destinato alla coltivazione coatta dei campi. Ma il numero di costoro veniva tenuto basso in modo da non costituire pericolo per i nuovi padroni. E così i pochi rimasti rimanevano schiavi nelle loro fattorie delle quali i Romani avevano preso possesso a titolo di bottino di guerra.

Nella spedizione di conquista ad opera di Druso, la maggior parte dei legionari romani era di origine veronese e bresciana. Si può comprendere così come molti "precliali" derivino da nomi di provenienza padana.

La grossa battaglia fra i Romani e gli Isarci e Venosti, ebbe luogo a Castel Firmiano/Sigmundskron, dove l'esercito retico si era insediato a difesa del territorio. Ora è curioso constatare come la maggior parte dei "prediali" altoatesini provenga proprio dalla zona di Appiano/Eppan. Fra i più famosi 'prediali" della provincia citiamo: Albiano, Andriano, Bolzano, Cornaiano, Merano; Covelano, Vezzano e Coldrano presso Silandro; Cirlano e Colsano presso Naturno; Verano (Lana); Missiano; Terlano; Barbiano; Clerano e Milano (Millan) presso Bressanone. Questi "prediali" sono fra i sessanta e gli ottanta in tutto l'Alto Adige.

Lo stesso nome di Bolzano (Bauzanum) è chiaramente di origine romana. Ma esistono anche toponimi del periodo retoetrusco. Fra questi ricordiamo: Braies, Caines, Cermes, Falzes, Fleres, Isarco. Braies deriverebbe da "altura fortificata", in ricordo dell'antico castello retico. Cermes deriverebbe da "sacrario - cerimonia", cioè luogo sacrificale. Fleres, invece, avrebbe il significato di "status, simulacro", lasciando intendere che in questo luogo sorgesse un tempietto. Infine "Isarco" denuncerebbe una propria origine sacra, con le parole "dei" e "sole".

Fino al I sec. a.C. le zone alpine erano ripartite in due regni: la Rezia e il Norico. Il primo, che aveva per capitale quella che sarebbe diventata la romana Augusta Vindelicorum (a 54 km a NW di Monaco), individuabile con l'attuale Augsburg, andava dal Danubio fino ai territori a sud delle Alpi; il Norico si estendeva dal Tirolo Orientale e si spingeva oltre la catena alpina. Il confine fra i due regni si individuerebbe all'inizio della Val Pusteria/Pustertal, per proseguire verso NE, oltre la catena montuosa.

Il principale interesse dei Romani, una volta insediatisi nei nuovi territori, fu rivolto alla realizzazione di strade che potessero facilitare il veloce passaggio delle legioni. La più famosa di queste strade fu la via Claudia Augusta, la quale, transitando per la Carnia, congiungeva la città di Aquileia, sull'Adriatico, con Augusta Vindelicorum. Si sono rinvenute numerose pietre miliari lungo questo percorso, ma mancano le grandi opere che altrove hanno caratterizzato la civiltà romana.

Un'altra strada, che partiva da Pons Drusi, si inerpicava verso l'altipiano del Renon/Ritten per scendere a Colma. Il tracciato conduceva poi a Villandro/Villanders per proseguire verso il Brennero. Tracce dell'antica carreggiata sono venute alla luce in prossimità di Colma.

Insediamenti romani sono certamente esistiti a Lienz (Auguntum), San Candido (Littamum), San Lorenzo di Pusteria (Sebatum), Stufles, Egna (Endidae), Pons Drusi, già citato, Ponte Gardena (Sublavio), Vipiteno (Vipitenum).

A Villandro/Villanders, in località Plunacker, sono stati rinvenuti resti di abitazioni del il sec. d.C., testimoniate dalla presenza di monete di Antonino Pio (86-161) e dalla figlia di questi, l'imperatrice Faustina Minore. Monete repubblicane, invece (fine Il sec. a.C.) sono state ritrovate nel 1984 a Laives/Leifers, località Reif, presso i resti di un edificio. A San Michele Appiano/Eppan, la chiesa sorge sulle rovine di un edificio romano. Qui è stato trovato un tegolone col bollo "Avresis". A Villa/Vill (Tunes), sotto la chiesa di S.Maria, è stato rinvenuto un altro edificio romano. A Bronzolo/Branzoll ed a Bolzano, in piazza Walther, sono stati trovati altri tegoloni col predetto bollo "Avresis". Potrebbe non significare nulla visto che
i tegoloni potevano essere stati recuperati, magari nel medioevo, da edifici ridotti in rovina, forse di altre zone, A Gudon, presso Chiusa/Klausen, al maso GschIosser, sono invece emerse murature di un edificio del 1 secolo, distrutto da un incendio. A Caldaro/Kaltern, sotto l'ex cantina dei Baroni de Pauli, sono state scoperte tracce di un'altra costruzione romana.

Non poca risonanza ha avuto la scoperta dei resti di grandi abitazioni in muratura nella zona Plunacker di Villandro/Villanders, decorate in origine da colonne in marmo importate dal Trentino. Ancora nei pressi di S.Lorenzo/StIorenzen, non lontano da Brunico, sono emersi resti di edifici appartenenti all'antica Sebatum. Questa era un'importante stazione dislocata sulla strada di collegamento fra la Val Pusteria e Aguntum (Lienz). Molto probabilmente qui si trovava un grande mercato e vari edifici sia pubblici che privati. Frammenti di affreschi e resti di una fontana presso la Rienza, farebbero supporre la presenza di un ninfeo, legato forse al culto di una misteriosa divinità fluviale.

Ad Aica di Fiè/Vólser Aicha, fra il Il ed il 111 sec. d.C. i Romani realizzarono una necropoli. Qui nel corso di scavi sono state trovate due monete: un sesterzio di Marco Aurelio databile fra il 161 e il 169 d.C.; un dupondio di Massimino il Trace, che può datarsi fra il 235 e il 238 d.C. A proposito di monete, 80 di queste, coniate in bronzo, sono state trovate a Pervalle/Bergfall, nei pressi di Valdaora/Olang, in una zona dove era in passato una fonte sulfurea.

Per concludere con le costruzioni, ricordiamo la casa di campagna di Tesido (Monguelfo/Welsberg). Di pianta quadrangolare, ha una struttura ancora perfettamente leggibile. La 'domus" nelle regioni alpine risulta molto semplificata rispetto alle tipologie del mondo italico con peristilio, visto l'adattamento alle meno favo- revoli condizioni climatiche. Memorie della casa romana, con lo spiccato in muratura, permarrà particolarmente nelle zone dove persiste la presenza di comunità ladine.

Fra le costruzioni probabilmente di origine romana, citiamo la Torre Druso nei dintorni di Bolzano, e quella di Malles/Mals. La torre bolzanina è individuabile per quanto riguarda il primo strato circolare in pietrame, certamente più antico, mentre, insieme a quella venostana è identica, per tipologia, agli esempi architettonici di origine romana. Malgrado la designazione, invece, non è romano il ponte di Merano, la cui costruzione risale al medioevo.

Un pubblico mercato citato nell'"Itinerarium Antonin" ed esistente a S.Lorenzo/Sebatum, era costituito da un fabbricato rettangolare con esedra, da terme formate da gruppi di ambienti a struttura absidale e dotati degli impianti relativi, oltre ad un locale a pianta ottagonale, probabile residuo di una dimora signorile scomparsa. Fra gli scavi sono state trovate oltre 250 monete di varie epoche. La stazione romana di Sebatum rimarrà in vita fino al V secolo, quando, dopo saccheggi ed incendi, verrà progressivamente abbandonata. A Vipiteno/Sterzing, nel cortile del municipio fa bella mostra un monumento votivo di epoca romana. E' dedicato a Mitra, il dio persiano della luce che uccide il toro. Databile intorno al 250 d.C., ricorda quello di Osterbucken, presso KarIsruhe.

Home
Italiano
Deutsch
Scrivici
Impressum
Privacy
Casanova

Parka Wudele (uomo)

€ 669,00
€ 568,00

Coperta Intarsio in maglia con bordo Cecchi e Cecchi

€ 289,00
€ 246,00

Mantella in piuma Blaser Bergen (donna)

€ 469,95
€ 376,00